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Benvenuti al blog di Helga Schneider
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PASSIONE NEL REICH: SE LA STORIA E’ BEN “ROMANZATA”
Aldo Forbice
L’inutile zavorra dei sentimenti è stato scritto da Helga Schneider, un’affascinante scrittrice tedesca, sia pure sotto forma di romanzi, indaga sulla storia del nazismo e la società del suo paese. Lo fa in modo brillante, rifuggendo da analisi saggistiche, come in questo racconto di un giovane funzionario SS, con una bionda fidanzata “ariana”, alle prese con vicende familiari che lo vedono vittima e carnefice, testimone
di orrori, di passioni e di redenzioni.
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L’inutile zavorra dei sentimenti, l’amore ai tempi del nazismo raccontato da Helga Schneider.
Helga Schneider racconta una storia d’amore ai tempi del nazismo.

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Con L’inutile zavorra dei sentimenti la scrittrice Helga Schneider, tedesca trapiantata in Italia da anni, ritorna al periodo storico a lei caro: gli anni del nazismo in Germania. Un’epoca che l’ha vista bambina, e che le ha offerto lo spunto per diversi scritti autobiografici, come il celebre Il rogo di Berlino e Lasciami andare, madre, nei quali ha raccontato il suo vissuto personale di bambina durante il Terzo Reich, incluso l’abbandono della madre subito da lei e dal suo fratellino, quando la donna ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro di ausiliaria SS.
Stavolta Helga Schneider ci riporta nella Germania della sua infanzia per raccontare la vicenda del giovane Karl von Breitfels, rampollo di ricca famiglia e membro poco convinto delle SS, nei cui ranghi era finito solo per sfuggire alla chiamata al fronte. Fidanzato a Emma, stereotipo della bella ragazza ariana e germanica, nonché convinta sostenitrice del Fuehrer, Karl ha un animo poetico e poco guerresco.
Ma come ci ricorda il titolo scelto dalla Schneider, “la gioventù deve liberarsi dell’inutile zavorra dei sentimenti che accecano la mente, mimano la razionalità, indeboliscono il carattere e compromettono l’integrità ideologica”. Così recitava uno slogan nazista rivolto alla gioventù tedesca. Karl non dovrebbe ascoltare il suo cuore, nutrendo un amore impossibile per una prostituta immigrata illegalmente. E non dovrebbe neppure proteggere con tutte le sue forze un segreto di famiglia…
L’inutile zavorra dei sentimenti di Helga Schneider narra di una Germania che così allineata non era. Uomini come Karl non rappresentavano certo la maggioranza – incantata dalle parole del Fuehrer e del suo ministro per la propaganda Goebbels – ma non erano una rarità. Uomini che nutrivano dubbi, ma che recitavano una parte per confondersi e sopravvivere nel grande circo delle adunate e dell’inquadramento della vita quotidiana ai tempi del Reich. Una dissidenza serpeggiante soprattutto fra le classi più alte, che espressero personaggi come Claus von Stauffenberg e gli altri congiurati che il 20 luglio 1944 attentarono, senza successo, alla vita di Hitler nella Tana del Lupo.
L’inutile zavorra dei sentimenti è il quindicesimo libro di Helga Schneider e, come tutti gli altri, cattura il lettore fin dalle prime pagine. La voce dell’autrice, anche quando non affronta la narrazione autobiografica, resta l’opera di una testimone preziosa di anni oscuri, in cui i sentimenti positivi di tutto un popolo furono soffocati dall’odio e dal razzismo. Pur non essendo una studiosa, Helga Schneider affronta la narrazione documentandosi con grande scrupolo, per restituirci nei suoi libri intrecci di fiction fondati su una veridicità storica.
Maria Tatsos, 30 Giugno 2015, Elle.it

Trailer per Letmego movie
for peace

zavorra libreria

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Polly Steele regista:
We are thrilled to announce that Juliet Stevenson is on board to play Helga Schneider in the film Let me go – we couldn’t be happier that she said yes!
Traduzione:
Siamo entusiasti di annunciare che Juliet Stevenson è a bordo per il ruolo di  Helga Schneider nel film Let me go – non potremmo essere più felici, lei ha detto sì!
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Un coagulo piccolo e palpitante si agitò nel cervello di Karl. Era la bruttezza di un pensiero, la mostruosità di qualcosa che ormai era certezza. Lui, la sua famiglia, credendo di proteggere Sigrid, l’avevano condannata. Di fronte a lui c’era la disarmante innocenza di una creatura indifesa e orribilmente contaminata. Ed era così potente, il dolore, che la sua anima sembrava volersi rannicchiare in una sofferenza atavica, viscerale.
“L’ho ucciso” disse allora con una voce senza suono.
L’INUTILE  ZAVORRA  DEI  SENTIMENTI
HELGA SCHNEIDER
Romanzo Salani


Adelphi Lasciami andare madre


piccolerecinzioni

Lasciami andare, madre
di Helga Schneider

16 MAGGIO 2015 ~ BATCHIARA1

Libro comprato anni e anni fa dopo una recinzione a radio DeeJay di Daria Bignardi. Porca merda che bello. Un pugno allo stomaco. Troppo breve, eppure non so se avrei retto emotivamente una sola pagina in più.
La trama? Semplice: una donna ormai matura riceve una lettera che la invita ad andare a trovare in ospizio la propria madre, dopo vent’anni di reciproca indifferenza. Una madre che l’ha abbandonata in tenerissma età e poi rivista una unica volta, trent’anni dopo. Il perché di un reciproco rifiuto così netto è tanto terribile quanto inesorabile: da un lato la madre è una donna così stordita dalla retorica nazista da ritenere di poter meglio realizzare se stessa abbandonando i propri figli per diventare una SS e poi la guardiana in un campo di concentramento, dall’altro la figlia, una donna che rifiuta l’idea che la propria madre, carne della propria carne abbia potuto rendersi complice di una tale mostruosità.
Bellissimo e tremendo. cinque palle su cinque.

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