ott 16th, 2009 di Helga Schneider
16 Ottobre 2009
Conversando con Helga – oggi come vivi?
di Mauro Maloberti

-Ho ricevuto molte mail in cui mi chiedevano di continuare la nostra conversazione, iniziata in Austria. Sono felice che tu abbia accettato. Quindi ci proiettiamo nella tua vita attuale.
D’accordo, volentieri.
-Come trascorre una tua giornata tipo?
Mi alzo molto presto e mi preparo un caffé, senza quello non parto.
-Niente prima colazione?
No, in questo mi sono totalmente italianizzata, pur sapendo che é sbagliato. La prima colazione sarebbe importante, e se avessi ancora figli piccoli imporrei questa abitudine, ma ormai non riesco più a cambiare.
-Poi cosa fai?
Una doccia e tutto il resto. Se non lo facessi subito rischierei di mettermi davanti al computer rimandando tutto a più tardi, ma non va bene. Se venisse il postino e mi chiamasse giù per firmare una raccomandata? Non posso mica presentarmi in pigiama…
-Giusto. Intuisco che poi ti siedi davanti al pc…
Già. Leggo i giornali tedeschi, svizzeri, austriaci e italiani. Poi sbrigo la posta, ho sempre diverse mail da evadere, infine comincio a lavorare al mio ultimo libro.
-A proposito – come va “La baracca dei tristi piaceri?”
Non mi informo per vigliaccheria. Mi sono per caso imbattuta in un numero sul Corriere che indica il mio attuale posto in classifica…
-Quale?
Una volta dopo il caffé parlavo un po’ con il mio gatto, ma da quando devo viaggiare per i miei libri non ho più voluto averne. E anche per il dolore che si prova quando muore un animale domestico. Lascia a lungo un buco nella nostra vita.
-Non hai risposto…
Ti ho detto, sono vigliacca.
-D’accordo… Che libro stai scrivendo? Sarebbe il dodicesimo, se non sbaglio.
Mi hanno pubblicato undici libri, ma ho altri due inediti. Uno per adulti e uno per ragazzi. Per il libro per ragazzi ho già un contratto con Salani.
-Quindi quello che stai scrivendo sarebbe il quattordicesimo?
Si, ma uscirà postumo.
-Non scherzare.
Che c’é di male? Io penso spesso al “dopo”, specialmente di notte. Non é certo un pensiero piacevole, ma viene spontaneo.
-Dai, allegria. Hai una buona salute, ancora molti progetti da realizzare, nuovi viaggi da compiere. Ad esempio il prossimo, che ti porterà ancora una volta a Berlino. Realizzeremo un piccolo documentario, ci divertiremo e dimenticherai il brutto episodio che ti é capitato durante l’ultimo viaggio in quella città.
Hai ragione, non vedo l’ora.
-Torniamo indietro. Come prosegue la tua giornata tipo?
A mezzogiorno mi fermo e mi preparo qualcosa da mangiare. Ho un’alimentazione sana: frutta, molta verdura, yoghurt bianco, pochissima carne, pesce, niente insaccati, niente dolci, poco pane, riso e pasta, evito gli intingoli e uso solo olio extravergine di oliva.
-In Austria potresti fare pubblicità alla dieta mediterranea.
Mi piacerebbe.
-Poco fa mi hai detto che al mattino leggi un certo numero di giornali. Ad esempio, oggi, quale notizia ti ha colpita particolarmente?
Tante, come sempre. Sembra ogni volta un bollettino di guerra. Ennesimo attentato in Pakistan, una bomba esplosa all’interno di una stazione di Polizia a Peshawar, bilancio 11 morti e 13 feriti. Ti dirò, si comincia ad essere saturi di questi annunci, non si raggiunge mai il fondo. Si rischia l’assuefazione nel considerare questi fatti ormai sempre più normali anziché eccezioni, come dovrebbe essere. Quando nell’opinione pubblica l’anomalia diventa normalità, si entra in una fase di rassegnazione e indifferenza.
Inoltre oggi ci saranno gli strazianti funerali di Francesco e Lorenzo Lonia di 2 e 6 anni, trovati sotto il fango dopo due settimane dall’alluvione in Sicilia. Nel disastro é morta anche la mamma dei due bambini, che era con loro in casa. Sono storie tremende che ci fanno capire quanto a volte la nostra vita sia appesa a un filo, mentre fino ad un attimo prima ne eravamo ignari.
Sulla scena politica e mediatica é meglio stendere un velo pietoso.
-Sono d’accordo.
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21 ottobre 2009 – colloquio telefonico
-Cosa pensi della tivù italiana?
E’ diventata inguardabile. Adesso imperano l’arroganza, la maleducazione, le urla. Sembra quasi che, se non litighi con qualcuno in tivù, non sei nessuno, e se non sei nessuno non vai in tivù. Nei vari talk show si vedono sempre le stesse persone e ci impongono opinionisti su argomenti che non hanno nulla a che fare con le loro competenze. Ormai un buon film é trasmesso solo a un’ora in cui quelli che devono alzarsi presto per andare a lavorare si trovano già in braccio a Orfeo, e ascoltare un bel concerto o godersi un’opera teatrale – pare che il popolo italiano proprio non se lo merita. Anche perché qualcuno pensa che ai telespettatori piace solo Sonotuttipazziperlatele oppure la caaaaasa. A proposito, a volte tornano… il Grande fratello é in dirittura d’arrivo.
-E le registrazioni della D’Addario con Berlusconi?
No comment. Dico solo che la credibilità di un politico, di qualsiasi politico, non sta nel sapere quante notti erotiche abbia passate tra le sue costose lenzuola, e con chi.
-Parliamo di altro. Mi piacciono molto le tue grafiche, fantasiose, un po’ surreali, bellissimi colori, appunto “Lucidi sogni” come si intitolavano le mostre che qualche anno fa avevi allestito alla Feltrinelli e al teatro Duse di Bologna. Dovresti continuare a esporle.
Lo so, ma i miei libri mi impegnano a tempo pieno. Qualcuno potrebbe pensare che, dopo aver scritto un libro e averlo visto finalmente pubblicato, la fatica dello scrittore si sia esaurita. Al contrario, una volta uscito il libro arrivano tanti impegni legati a questa professione, e che ti assorbono moltissimo.
-Pare che la creatività sia nel Dna della tua famiglia.
Si, mio padre era un bravissimo pittore e infine un apprezzato designer industriale, e anche mio fratello é un pittore di grande talento. La nonna paterna era una poetessa e il nonno un appassionato intagliatore di legno.
-Stai leggendo un libro?
Due: Mazzantini: “Non ti muovere”, e Klaus Mann: ”Finestra con le sbarre”. Sono appassionata della dinastia dei Mann: Thomas innanzitutto, ma anche i figli Erika e Klaus erano dotati di grande talento.
-In Italia molti scrivono…
Già, e relativamente pochi leggono.
-Cosa consiglieresti agli scrittori in erba?
Di coltivare assolutamente questa passione perché arricchisce l’anima, fa compagnia, allena la mente e attiva la fantasia e l’immaginazione. Purtroppo farsi pubblicare al giorno d’oggi da un buon editore é diventato difficilissimo. Non dico di rinunciare a proporre il proprio inedito all’editoria, ma di farlo senza eccessive illusioni. Comunque, sconsiglio nel senso più radicale di pagare per vedere stampato il proprio lavoro. Su questa strada non si fa un solo passo avanti. Chiunque é disposto a stamparti un testo, basta che paghi, ma il tuo libro probabilmente non entrerà in nessuna libreria, e non avrà alcuna speranza di essere distribuito. Io consiglio ai giovani che scrivono: non scendete a questo compromesso, perché pagare solo per vedere stampato il proprio testo - é la tomba di ogni inedito. E’ la fine dell’ipotetico percorso di uno scrittore, non l’inizio.
-Ma Moravia… che pagava per far stampare Gli indifferenti?
Altri tempi, credimi, ma il discorso diventerebbe troppo lungo.
-Intanto con “La baracca dei tristi piaceri” ti trovi al settimo posto nella classifica dei più venduti.
Si, non volevo crederci. Non ho seguito le classifiche e solo dopo che un’amica mi ha detto: vai a vedere, sei settima, ho osato verificare. Naturalmente sono stata felicissima. E’ già un traguardo. Ho festeggiato con gli amici. Naturalmente posso anche scendere, sono preparata al tonfo. Comunque dopo tre settimane dall’uscita il libro é in ristampa.
-Ma é fantastico… Sei tutta in salita!
Non dirlo! Mai dare tutto per scontato.
-Hai ragione. Sei sempre dell’idea di lasciare Bologna?
Ho avuto la disdetta del contratto, o compro o lascio. Ma a questo punto tanto vale lasciare e sistemarmi da un’altra parte.
-C’é sempre quella mezza idea di Berlino?
Oh, sì. Vediamo.
-In questi giorni di grandi soddisfazioni, cosa ti dà maggiore gioia?
Di aver reso soddisfatto anche il mio editore. E poi la partecipazione degli amici, le tante mail di simpatia e apprezzamento che ricevo… una vera valanga.
-Credi nell’ amicizia?
Penso che lungo la nostra esistenza troviamo persone che percorrono un pezzo di strada insieme a noi. Ma poi la vita ci impone direzioni diverse, mutano le situazioni, i gusti, le abitudini. Se uno di due amici per la pelle si sposa, cambia tutto, cambiano le abitudini e le priorità. La via percorsa insieme diventa più incerta e alla fine può interrompersi.
-Resta il sentimento dell’amicizia…
A volte sì. Ma altre volte vale il detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Io ho sofferto spesso per amicizie che ho perse a causa della lontananza.
-C’é il telefono, le sms, la posta elettronica…
D’accordo, sono ponti ideali con i quali poter raggiungere rapidamente gli amici, ma se un rapporto si regge solo sulla tecnologia, a lungo andare si inaridisce.
-Prima mi hai detto che, dopo aver saputo del settimo posto…
Ehi, posso anche scendere al ventesimo.
-Hai detto che ti sei fatto un regalo per festeggiare. Cosa hai comprato?
Un frullatore.
-Scherzi? Pensavo un anello, un foulard firmato…
Mi serviva un nuovo frullatore, non un foulard firmato. I gioielli non mi interessano. Per me un gioiello é una mela come si deve che raccolgo nel frutteto del mio amico Gino Pergola a Zocca.
-Cos’é una mela come si deve?
Lo sai, in Austria avete mele stupende. Domenica vado con gli amici a Tolé. Ci sono le castagne e il vino.
-Ti piace il vino?
Si. Mi piace il vino quando sono in compagnia. Tu invece vai in tilt dopo aver bevuto due dita…
-Non é vero…
Si che é vero. Quel giorno a Hochrindl dopo il primo dito di vino rosso ti sei alzato e hai detto che volevi salire su una montagnetta vicina per cercare gli Edelweis.
-D’accordo, sono quasi astemio.
Sei astemissimo.
-Buon italiano, complimenti!
Licenza poetica…
-Quali sono le cose che rifiuti drasticamente?
Il fanatismo religioso, politico, razzista, nazionalistico. Le persone che inneggiano all’odio. Non posso affermare di essere entusiasta del premier Berlusconi, ma quando leggo su alcuni blog “promettiamo pallottole a Berlusconi”, o “uccidiamo Berlusconi”, o “dona un euro per uccidere Berlusconi”, mi vengono i brividi. Perché si tratta del vecchio, logoro, stra-abusato odio che é da sempre il grande Male dell’umanità. L’odio non risolve mai nulla, é un sentimento indegno dell’uomo.
Dice Aristotele: “Chiunque può arrabbiarsi, questo é facile; ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, e al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto; questo non é nelle possibilità di chiunque e non é facile.” E’ vero, non é facile, ma l’uomo progredito dovrebbe almeno provarci.
Infine: “L’uomo é il peggior nemico di se stesso.” Cicerone. Ne sono fermamente convinta.
-Tu segui la politica?
La seguivo, ora molto meno perché dissento totalmente da questo imbarbarimento della lotta politica che non esita a gettare fango e discredito a livello personale. A meno che non si tratti spesso di teatrini, ovvero che gli opposti schieramenti davanti alle telecamere si insultino, salvo poi parlare civilmente tra loro a microfoni spenti. Ma anche in questo caso sarei indignata. I cittadini che votano meritano queste messinscena?
-Ma hai la tua opinione?
Certo che ce l’ho. Tuttavia, visto che non sono una politologa ma una scrittrice, e che le opinioni di persone note come me possono pesare come pietre, non mi sento di esprimermi.
-Cos’é che ti fa paura?
La malattia. Senza la salute non si riesce a fare niente. La salute é una grazia di Dio.
-E cosa ti infastidisce?
La falsità, la verbalità aggressiva, specialmente quando é diretta verso bersagli inermi e inoffensivi, la gestualità volgare, le voci sgradevoli, l’antiestetismo in generale, la malignità, la presunzione, le cattive maniere… Rabbrividisco se al ristorante una persona mette in bocca il coltello, a parte che mi dà fastidio anche se lo fa a casa mia. E non gradisco le visite improvvisate, quelle del genere “passavo da qui e ho pensato di fare due chiacchiere con te.”
-I tuoi prossimi progetti?
Ho una serie di appuntamenti per la presentazione del nuovo libro, due incontri con gli studenti, il ritorno a Berlino e altre cose belle.
-Natale?
Forse in Austria.
-Lumpi e Fanny saranno contenti di rivederti.
Io fra gatti, cani e buoni amici mi trovo sempre bene.
Fine