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   Ritorno a Berlino 2010
con Alessandra e Mauro

(La cosa molto carina é che sono stati in tanti a scrivermi: “Bella e simpatica tua figlia Alessandra!”
Beh, purtroppo non é… mia figlia!  

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Berlino – 1936

  

 Stazione Monaco di Baviera - con Alessandra consumiamo il primo caffé dopo l’Euronight

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Accidenti, questa volta il Relexa Hotel di Berlino mi ha dato allo stesso prezzo una suite “come omaggio alla scrittrice”. Mai successo prima, sono un po’ spiazzata… 

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Primo sguardo di Alessandra dalla sua finestra del Hotel: Berlin wunderbar!  A parte il fatto che di fronte al nostro Hotel un tempo sorgeva l’edificio della Gestapo…

alessandra primo sguardo dal hotel.JPG

Via con Mauro al Sony Center passando da ciò che diventerà per noi ”la bottega del cinese”, un negozio con un miliardo di souvenir di tutto di più. Perfino barattoli sigillati con la scritta: Aria di Berlino. Basta crederci!    
Mauro non ha mangiato in treno e si abbuffa.  

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Al Sony Centerberlino sony.JPG
Passerotti berlinesi…

passerotti a berlino.JPF

   Alla sera la cupola del Sony Center si illumina di tutti i colori. Spettacolare! Sempre molta gente, molti turisti, e l’atmosfera resta civile, tranquilla, pacifica. 

cupola sony center by night.JPG

Atmosfera gioiosa in Pariser Platz (nessunissima cartina per terra, anche questa è una gioia… civica…)
Dicendo questo non pensiate che non ami l’Italia dove vivo da oltre 4o anni. L’amo moltissimo. Ma dire la verità non guasta. 

PARISER PLATZ GIOIOSA.jpg

Porta di Brandeburgo illuminata

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Viale Unter den Linden (sotto i tigli) E che profumo fanno questi tigli! Tanti turisti in giro…

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In un locale “super” (ah ah!), ci guardiamo perfino una partita (con birra scura buona!)
Mauro fa il cavaliere, il super-amico! Ja!

anche la partita.JPG 

Grattacielo della DB – Deutsche Bundesbahn in Potsdamer Platz

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La mitica Trabant della ex-DDR. Oggi oggetto cult…mitica Trabant della DDR
La Gedaechtniskirche sulla Ku Dammsulla ku damm
Uno spuntino bitte? Wurstel e crauti? Gut!berlino 2010 079
Il fantastico megagalattico Kaufhaus KaDeWe
berlin KaDeSWe
Reiseburo – agenzia viaggi – l’omino mi ispira!
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Vetrina del Reisebuero: la signora vuol andare al mare per mostrare le ch… chiare?
  reisebuero.JPG
Porta di Brandeburgoporta di brandeburgo.JPG
Alessandra – monumento all’olocausto

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Nel pomeriggio abbiamo visitato il museo ebraico. Moltissimo materiale storico, drammatico, molto coinvolgente 

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Alessandra…

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Pensierino della sera con corvi  berlinesi… (quo vadis schneider??)

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   Coraggio, si sale alla Fernsehturm (si raggiungono 203 metri in 40 secondi!)
Mauro dice aiuto, io vorrei farmi un cicchetto, Alessandra si adegua al must…    

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Questa l’ho fatta per ridere: Mauro e Alessandra nella sopraelevata in attesa degli eventi (welche???)

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Sotto questo scivolo anonimo in un posto anonimo di Berlino Mitte c’era il bunker di Adolf Hitler

bunker hitler.JPG

… ma a due passi dal Male crescono ancora le rose…

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Why - Trancio di ex muro di Berlinoberlino 2010 026
Visita alla mostra permanente Topografia del terrore 

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Una cella della prigione della Gestapo: 3.60 m di lunghezza e larga circa 1.40 – 1.70  m.

cella gestapo 

Vista sugli uffici della Merkel…  

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Sull’altalena (ah ah!) in Berlin Steglitz – Lauenburger Platz
 berlin launenburger platz.JPG
Il mio vecchio portone in Friedrichsruher Strasse 41.
Ci trovavamo davanti, ma il portone era chiuso. Desideravo  entrare. Dico ad Alessandra: se non viene qualcuno ad aprirci, ciccia… In quel momento arriva una signora. Le dico in tre frasi che da bambina ho vissuto in quel palazzo. Lei é nata in quell’edificio. Dice che la sua mamma, morta poco tempo addietro, sicuramente si ricorderebbe di me perché é sempre vissuta in quella casa. Io dico: ricordo che di fronte c’era… e lei: un orto! E io: mio fratello Peter e io rubavamo le carote infilando le dite sotto il recinto di metallo…
Ci apre, é commossa, dice che ha sentito la mia storia alla televisione tedesca.
Io, tra le pieghe di quel portone, vedo spuntare la Helga di un tempo…

Il mio vecchio portone di berlino, spunta la helga del passato.JPG

Il mio vecchio androne… scale di legno, niente ascensore. Feci quelle scale fino al 1948 allorché attraverso il ponte aereo degli alleati volammo fuori da Berlino con un ex bombardiere, perché non esistevano aerei civili. L’emozione é sempre grande…  

Berlino - il mio ex androne.JPG 

 Finalmente rivedo la mia amata cugina!

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Da mia cugina

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Cugina for ever!

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Il saluto di Berlino più carino… La cameriera che ci ha serviti al ristorante ha scritto a mano dietro il conto:   
Grazie della vostra gentile visita e ancora una piacevole serata. Maria

maredo

 

10 Risposte a “RITORNO A BERLINO 2010”

  1. Mauro scrive:

    cara Helga ..ti voglio bene x sempre tuo Mauro

  2. Helga Schneider scrive:

    Ciao caro amico Mauro, ormai a distanza!
    L’affetto é reciproco e ti ringrazio ancora di aver condiviso con me ed Alessandra il mio ultimo viaggio a Berlino. Mi piace partire con persone che mi vogliono bene. Malgrado il mondo sia affollato di esseri umani, trovare veri e durevoli affetti resta un bene raro. Tu sai che il mio ultimo viaggio a Berlino nel 2009 mi ha serbato un episodio traumatizzante e – pur all’epoca non essendo partita da sola – sola sono ritornata in Italia. Il viaggio con te ed Alessandra, piena di gioia e armonia, ha in qualche modo risanato il trauma subito a Berlino nell’anno scorso, e sono grata ad entrambi per questo regalo.
    Un abbraccio sincero e – come sappiamo – a presto!
    Helga

  3. TOMMASO scrive:

    conosco Alessandra e ho avuto un immenso piacere conoscere i contenuti del suo viaggio a Berlino. anche io ho effettuato un recente viaggio a Berlino ma i miei spunti sono stati prevalentemente turistici.
    cordialìmente
    tommaso

  4. Helga Schneider scrive:

    Caro Tommaso,
    grazie di avermi scritto.
    Ovviamente il viaggio di Alessandra si é realizzato anche a livello umano. Conoscendomi non solo come scrittrice, mi ha sperimentata anche come donna, dal carattere un po’ prussiano, seppure per altri versi aperto e disponibile. Inoltre Alessandra ha potuto constatare che Berlino non é solo una capitale moderna e piena di fermenti, ma sorprende per un’atmosfera pacifica e civile. A questo punto vorrei ripetere ciò che una volta disse Corrado Augias in una delle sue trasmissioni a Rai3: “Abbiamo molto da imparare dai tedeschi odierni.” Ovviamente il fascino dell’Italia risiede in mille altri particolari e li riconosco tutti, io amo questo paese che mi ha dato una seconda patria, ma ciononostante non posso tacere ciò che di positivo noto in altri paesi.
    Il tedesco odierno é un popolo ospitale, corretto e gentile, che dimostra educazione e senso civico. Berlino ad esempio ha metropolitane per ogni dove, ma prendendo noi tre nel cuore della notte la S-Bahn, abbiamo constatato che giovani ragazze sole se ne servivano senza guardarsi le spalle. Il traffico é ordinato e silenzioso, non ho visto automobilisti con il braccio fuori a fare le corna a chi li ha sorpassati, non ho nemmeno visto ragazzi continuamente attaccati al cellulare e abbiamo trovato Berlino molto pulita. I prezzi dei taxi, dei bar e dei ristoranti sono equi, a parte il caffè che per il mio gusto italianizzato non é granché. Ecc. ecc.
    Mi dispiace doverlo dire, ma la Germania appare un altro pianeta.
    Con un caro saluto!
    Helga Schneider

  5. Alessandra scrive:

    Cara Helga,
    l’altro ieri ero in visita dai miei bravissimi dentisti Luana e Tommaso Salerno ed ho raccontato loro delle nostre avventure berlinesi, conoscendoli come persone aperte ed interessate culturalmente.
    Tommaso ha subito deciso di scriverti un messaggio di stima e partecipazione, insieme all’insostituibile collaboratrice Stefania e devo dire, che tutto ciò mi ha fatto molto piacere.
    Mia carissima Helga, voglio anche ringraziarti per avermi regalato l’opportunità di vedere luoghi straordinari e provare emozioni uniche ed intense, che ho avuto il privilegio di vivere con Te, eccezionale e sensibile testimone e scrittrice di un mondo che “non si può e non si deve dimenticare”.
    Con grande affetto.
    Alessandra

  6. Helga Schneider scrive:

    Ehilà Alessandra, carissima compagna di viaggio!
    Che piacere ritrovarti anche sul mio blog!
    Beh, lo avrai letto: diverse persone, non sapendo molto di me, e vedendo le tue foto di Berlino sul blog, erano convinte che tu fossi mia figlia. E se ho risposto che purtroppo tu non lo sei, ovvero che purtroppo non ho una figlia come te, forse in questa affermazione tu leggerai un sincero rammarico.
    Sono diversi anni ormai che, visitando Berlino, avrei voluto avere accanto un figlio che dividesse con me le mie, credo lecite, emozioni nel rivedere i luoghi della mia infanzia, ma anche questa volta, anziché un figlio, ho avuto accanto un’altra persona, e per fortuna una donna sensibile e stimata che sa ascoltare e condividere emozioni non solo dettate da un sentimento personale e amicale, ma anche da una consapevolezza storica di un tremendo periodo del passato di cui sono stata testimone, e che é anche materia delle tue continue e appassionate ricerche e approfondimenti.
    Ti ringrazio ancora di questo viaggio vissuto insieme, fatto di bellissimo tempo, di sole e lievi venticelli, di belle ore, di condivisione di cose liete ma anche serie. L’ombra del nazionalsocialismo, appunto, che resta ancora accucciato in molti angoli dell’odierna Berlino splendida, civile e raggiante.
    Ti abbraccio forte e naturalmente spero che questa nostra avventura berlinese prima o poi possa ripetersi!
    Con affetto davvero
    Helga Schneider

  7. Cristina scrive:

    Carissima Sig. Schneider, che piacere vedere le foto del viaggio nella sua amata Berlino…per un attimo ho condiviso con Lei l’emozione. Anche io e mio marito siamo stati a Berlino. Ci è piaciuta molto, è proprio una città che si è saputa reinventare, ma Lei che la conosce bene, ci ha mostrato angoli per noi sconosciuti, e forse, sconosciuti ai più. Per fortuna la natura provvede ad affievolire la durezza di un luogo( bumker di Hitler). Ma la cugina che è con Lei nella foto, è proprio colei che l’aveva acconpagnata da sua madre a Vienna nel 1998? Per quanto riguarda la suite in Hotel…è pienamente meritata!!!!Devo dirLe che provo un pò d’invidia per Alessandra e Mauro, che hanno potuto condividere con Lei il viaggio e conoscere posti e luoghi della ” Memoria” . Le auguro di tornare al più presto nella sua città, e di poterLa vedere ancora sorridente in tante altre foto.
    Con stima ed amicizia
    Cristina Lombatti

  8. Helga Schneider scrive:

    Buon dì Cristina!
    E’ bellisismo leggere che qualcuno, che non si conosce, ha condiviso le mie emozioni di un viaggio che per me é sempre speciale. Dici benissimo: Berlino é una città che ha saputo reinventarsi, integrando la sua orribile Storia nella capitale odierna dagli standard ed esigenze europee. Naturalmente anche Berlino, come la Germania, non é esente da problemi, ma le antiche caratteristiche dei tedeschi: ordine, pulizia, correttezza e rispetto delle regole – dopo la guerra sono lentamente riemerse. Sono virtù che non solo io, ma ad esempio anche Mauro e Alessandra hanno assolutamente apprezzato. Non per questo Alessandra ed io (Mauro abita in Austria), amiamo il paese nel quale ogni mattina ci svegliamo vedendo il suo cielo, sopportando purtroppo anche il clima subtropicale che sembra essersi instaurato da qualche tempo in Italia, a Bologna lo sentiamo molto.
    Si, si tratta proprio di quella cugina che mi aveva accompagnata da mia madre a Vienna nel 1998!
    La “suite” in Hotel non era proprio una vera e propria suite, diciamo piuttosto una singola extra – superior con ogni cosa doppia: televisore, bagno, salottino, frigo bar ecc. Con Alessandra abbiamo riso. Io dicevo: “Troppa grazia Sant’Antonio!”
    Per finire: io non so spiegarmi questo senso di “Heimat” che provo tornando a Berlino. Sono nata in Slesia, infanzia a Berlino, i miei vent’anni trascorsi a Salisburgo e a Vienna e dal 1963 vivo a Bologna, ma Berlino resta la città dove mi sento a casa, anche se là ho patito le sofferenze e le solitudini più profonde della mia vita.
    Cara Cristina, grazie delle belle parole che mi hai scritto nel tuo messaggio. Ricambio la stima e l’amicizia!
    Un saluto caro
    Helga Schneider

  9. Antonio Dell'Acqua scrive:

    Gentilissima signora Schneider,
    grazie per il bel tour di Berlino. Negli ultimi due anni ho trascorso un mese nella capitale tedesca per studiare tedesco e ho girato la città su e giù, emozionandomi per quanta storia quella città ha avuto e per le sensazioni che trasmette. Berlino piò essere la “Heimat” di tutti; sarà per la varietà di genti che la abitano, per la quantità di opportunità che offre o forse solo perché è bella e romantica. Quest’anno non sono potuto tornarci e ne sento la mancanza, un senso di Sehnsucht per il tramonto sulla Sprea o per il mercato di Kollowitz platz. E poi Cristal, la panettiera di fronte a casa che ogni mattina, severa e teutonica, si sforzava di capire il mio rude tedesco e sopportava la mia terribile pronuncia di broetchen.
    Semplicemente grazie
    Antonio

  10. Helga Schneider scrive:

    Ciao Antonio,
    leggendoti mi hai fatto venire la pelle d’oca! Trovo meraviglioso che molti condividono il mio entusiasmo per Berlino, convincendomi che non é solo un sentimento di parte, che mi fa decantare quel luogo, ma che si tratta oggettivamente di una città straordinaria. Guarda, mi sono perfino affezionata a un negozio di souvenir, gestito da cinesi, solamente perché si trova a due passi da Potsdamer Platz e dal Sony Center! Ma questo é puro sentimentalismo, lo ammetto. E nello stesso tempo Alessandra, Mauro ed io siamo rimasti profondamente coinvolti visitando il Museo ebraico. Lì ti perquisiscono e ti prendono la carta d’identità per fotocopiarla. Un museo fatto benissimo con moltissimo materiale impressionante. Un grande monito.
    Beh, potrei elencare tante altre cose che amo di Berlino, ma rischio di passare per una romanticona, e non é il caso.
    Ma questa la dico: forse solo a Berlino può capitarti che una giovane cameriera di un ristorante, che non ha idea chi tu sia, ti scrive sul conto con la propria calligrafia: Grazie della vostra visita e ancora buona serata.
    E’ un gesto squisitamente civile e umano.
    E davanti al Reichstag, su quel grande spazio erboso che si trova davanti agli uffici della signora Merkel, ogni volta mi stupisce la disciplina e la calma dei numerosi ragazzi che vi sostano senza fare chiasso e senza lasciare in giro cartine e bottiglie…
    Ti mando un davvero affettuoso saluto e grazie del tuo messaggio!
    Helga Schneider

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